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giovedì 18 ottobre 2012




Una giornata piena

Arrivati a Milano alle 11, accompagnai Viviana alla Statale e la lasciai con l’intesa che sarei passato a recuperarla alle 4: doveva sistemare l’iscrizione e informarsi per trovare un appartamentino in zona, anche in condivisione con qualche altra ragazza. Appena il tempo di passare da casa per una doccia e per cambiarmi, e passai a riprenderla. Alle 7 Graziella mi aveva dato appuntamento all’uscita di Sesto, avrebbe lasciato lì la sua auto. Viviana era raggiante, l’aspettativa di poter studiare e vivere a Milano la elettrizzava e quando salì in auto mi disse subito che aveva già trovato un annuncio alla Statale di una  ragazza che poteva condividere un appartamento. Mi chiese di vedere casa mia e riuscii a stento a convincerla che col traffico di quell’ora non avrei fatto in tempo a riportarla alla stazione centrale in tempo per il suo treno. Ci fermammo in via Aporti e con la massima tranquillità mi disse che era ancora bagnata dalla mattina, si era appena ripulita con un clinex, ma  le faceva piacere sentirsi il mio sperma nelle mutandine. Dicendolo socchiuse le gambe come ad invitarmi a constatarlo. Non solo era vero, ma aveva anche voglia che le mie dita non si fermassero ad una verifica. Lì fra la gente che passava sul marciapiede riuscì a venire, serrandomi nell’orgasmo la mano fra le cosce. Mi baciò salutandomi e facendomi promettere che per il fine settimana saremmo riusciti a trovare il modo per stare assieme, su al paese. Arrivai con largo anticipo all’appuntamento all’uscita dell’autostrada e già con una notevole eccitazione. Dovuta, sia all’orgasmo ricevuto nella mia mano da Viviana, sia all’idea di cosa avrebbe combinato quella sera la scatenatissima Graziella. Arrivò 10 minuti prima del previsto. Come aprì la portiera per scendere e mise giù una gamba capii che si era preparata a dovere e lo spettacolo aumentò la mia eccitazione. Calze velate con reggicalze, minigonna nera e scorcio di slip come aperitivo e … appena seduta in auto da me, esordì con: “ ho fatto tutta l’autostrada guidando con una mano sola, con l’altra mi masturbavo. Se non mi fai godere subito impazzisco”. Non le chiesi con chi volesse godere. Avevo deciso di cenare in un ristorante vicino al cinema a luce rossa dove volevo portarla, ma cambiai idea e mi diressi subito verso il parco Lambro, nel parcheggio dietro il cimitero. A quell’ora, c’era sicuramente qualche guardone ancora in giro. Il percorso in tangenziale servì a Graziella per iniziare la serata scendendo con la bocca sul mio sesso e sollevandola solo quando spensi il motore. Riuscii a stento a non venire. Per arrivare a parcheggiare in un punto tranquillo davanti ad un cancello chiuso ero passato davanti a un’auto che aspettava giusto una coppia che si infilasse lì. Probabilmente si aspettava solo di poter sbirciare una scopata, quando si accorse della nostra posizione “riservata” parcheggiò in fianco a noi e seduto in auto, iniziò vistosamente a masturbarsi sotto lo sguardo di Graziella. Alla quale dissi solo:” se davvero stavi impazzendo dalla voglia di scopare, ora tocca a te”. Non se lo fece ripetere due volte, scese, si avvicinò al finestrino dello sconosciuto, allungò dentro un braccio e la sua mano partecipò all’operazione in corso. Il tipo per ringraziarla a sua volta, le infilò una mano sotto la gonna, invitandola ad aprire le gambe. Graziella non era in condizione di perdere altro tempo in quel giochino soft e dopo avergli detto qualcosa che non capii, si avvicinò al cancello poco distante appoggiandosi con le mani e volgendo la schiena al tipo. 


Lui scese dall’auto col sesso in mano già eretto, si avvicinò a Graziella, quasi con furia le sollevò la gonna e lasciando cadere i calzoni si mise un preservativo e la penetrò subito da dietro, mentre lei lo aiutava nell’impresa, allargando e piegando un po’ le gambe. Non mi resi conto se fu più veloce lui o lei nel raggiungere l’orgasmo, la cosa certa fu che il rapporto durò poco, ma vennero a lungo. Quando risalì in auto era più rilassata, ma non meno eccitata e mi disse: “era prevista  questa scopata lampo o è stata un’ improvvisata?” Non aspettò la risposta e si dedicò con la bocca al mio sesso che da ore ormai reclamava di essere soddisfatto. Il tipo che si era appena fatto una scopata fuori programma si avvicinò alla mia auto ancora eccitato e masturbandosi assistette al mio orgasmo, e quando Graziella rialzò la testa non trovò strano schizzarmi sul vetro sotto il suo sguardo un po’ divertito. Raggiungemmo il ristorante e dopo una pulitina in bagno iniziammo la cena. Graziella era buffa, sembrava una ragazzina che ne aveva combinata una e ne stava già pensando un’altra. Dopo due commenti sull’accaduto le chiesi a bruciapelo:” riuscirai a farmi scopare anche con Lidia?” Rise e rispose: “così completi il trio delle amiche! Ma con Lidia ti dice male, io non posso aiutarti e credo proprio che non ci sia possibilità di fartela”. “E’ strana, neppure con noi si apre a confidenze, fa una vita monotona, la casa, il marito alcolista, il passatempo al bar della Pro Loco, abbiamo fatto fatica a farle dire che il marito non la scopa più ormai da anni.” “ pensa che anche quando andiamo al mare a giugno noi tre da sole, io e Renata ce la spassiamo assieme e ci raccontiamo tutto, lei invece sparisce e non siamo mai riuscite a farci dire cosa combina.” Non commentai, ma facendole altre domande su Lidia, venni sapere che da tre anni ogni giovedì pomeriggio andava a Brescia per del volontariato in un ospedale. Strano. Finimmo di cenare, Graziella aveva bevuto qualche bicchiere di vino e forse per quello o per l’eccitazione delle due ore che l’aspettavano era rossa e scarmigliata. Entrammo nella sala, probabilmente la più piccola e squallida di Milano mentre iniziava un porno altrettanto squallido. L’unico vantaggio di quel posto era che il cassiere/maschera sapeva benissimo cosa succedeva dentro, ma non si permetteva di mettere il naso oltre il tendone, perché, ripristinare l’ordine avrebbe significato perdere quei pochi clienti e quelle rare coppie che andavano lì solo per la tacita libertà assoluta di poter fare quello che volevano. I posti non erano più di sessanta e credo gli spettatori non superassero la ventina. Divisi in gay, masturbatori solitari e cercatori di coppie. Questi ultimi dopo l’inizio dell’ultimo spettacolo accertandosi che non erano presenti coppie, si rassegnavano a rientrare in una delle altre due categorie. Al contrario se era entrata una coppia o addirittura due, tutti cercavano di partecipare indipendentemente dai gusti: chi era entrato per farsi una sega guardando il film, preferiva farsela guardando lo spettacolo dal vivo della coppia e chi era gay sperava nella confusione generale di trovare qualcosa da mettersi in bocca. La cosa certa era che quel cinema era un casino e che le coppie che lo frequentavano cercavano proprio quello. Rimanemmo in piedi per adattare la vista e quando gli occhi di Graziella riuscirono a vedere la sentii irrigidirsi ed aggrapparsi al mio braccio. Nella fila davanti a noi due tipi a braghe calate si masturbavano a vicenda, alternando le mani alla bocca. In piedi in fianco a noi un tipo coi capelli bianchi era in ginocchio e stava succhiandolo ad un ragazzo asiatico giovane. Seduti a macchia di leopardo il resto degli spettatori più o meno si masturbava, qualcuno accortosi della nostra presenza si era già alzato e si stava spostando dietro l’ultima fila dove eravamo noi. Dissi a Graziella:” se vuoi possiamo andarcene..” Rispose “no, sediamoci”. Ci sistemammo al centro di una fila e immediatamente fummo circondati da uomini e ragazzi che si piazzarono davanti, dietro e ovviamente il più lesto, in fianco a Graziella. Tutti aspettavano le nostre mosse, per capire come comportarsi. Volevamo solo guardare e farci guardare? lei voleva masturbare qualcuno?  Due nella fila davanti alla nostra ruppero gli indugi e girati di trequarti avevano tirato fuori i sessi e si sforzano di masturbarsi mostrandoli a Graziella. Uno seduto dietro a Graziella le sfiorava i capelli delicatamente. Le presi una mano e la portai sul mio sesso, con l’innata abilità in un attimo fu dentro i miei pantaloni e iniziò a masturbarmelo. Mi chiese se avessi dei fazzolettini e dei preservativi La mia mano non si era ancora posata sulla sua gamba che il vicino di posto sfoderò un affare che la fece rimanere incantata a guardarlo. Più il tipo se lo masturbava e più si ingigantiva. Graziella non resistette e allungò una mano per toccarlo  iniziando una sega lentissima mentre guardava il film mentre con l’altra mano si occupava del mio sesso. Ormai era partita e non  mi rimaneva altro che guardare cosa faceva o si faceva fare. Smise di masturbarmi e si girò abbassandosi su quel pene per succhiarlo più comodamente, mentre le mani dei tipi davanti la toccavano ovunque. 


Aveva spalancato le gambe, probabilmente al ristorante si era tolta le mutandine, il tipo che era seduto dietro e prima le sfiorava i capelli ora più sbrigativamente era in piedi e piegato in avanti le toccava il sedere cercando di penetrarla con un dito. In pochi minuti quasi tutti i presenti erano intorno a noi, molti in piedi guardavano e si masturbavano altri cercavano di toccarla: prese in mano la situazione il tipo seduto davanti. La fece alzare e prendendola per mano la portò nel corridoio che separava i due blocchi di poltrone, la fece sedere a gambe spalancate e inginocchiandosi riuscì a penetrarla comodamente, mentre il vicino di poltrona che se l’era vista soffiare aspettava il suo turno. Graziella guardava quel grosso sesso pronto per lei e nel frattempo non riuscì ad evitare un orgasmo improvviso che le procurò il pene che aveva dentro, meno voluminoso, ma sicuramente abile. Venne anche lui e togliendosi la quantità di liquido nel preservativo era esagerata. Graziella allungò un altro preservativo al tipo col grosso pene che la portò dietro l’ultima fila di sedili, tutti li seguirono. La fece appoggiare alla spalliera della poltrona e dopo aver tentato inutilmente di infilarsi quel preservativo troppo piccolo,  la penetrò facendole emettere un mugolio di piacere, Graziella riuscì a dirgli di non venirle dentro mentre  si godeva ansimando quel grosso  pene piantato in lei e che sembrava non smettesse mai di muoversi avanti e indietro. Intanto allungava le mani per masturbarne altri. Il ragazzo asiatico era passato nella fila e piazzatosi davanti a lei, l’aveva invitata a succhiarglielo, la posizione però era scomoda per lei e si accontentò di masturbarsi davanti alla sua bocca e venirle in mano. Quella scopata sembrava non terminare mai, Graziella venne due volte prima che il suo benefattore si decidesse a toglierlo e venirle  fra le natiche masturbandosi. Non riuscì neanche a pulirsi completamente col clinex che un altro pene già protetto la stava penetrando. Rendendosi conto che la dimensione era  ben più ridotta e non le avrebbe procurato un gran piacere, Graziella passandosi una mano fra le gambe lo indirizzò nell’altra apertura. L’intera zona era tutta ben lubrificata e scivolò dentro senza fatica: la lunghezza dovette soddisfarla perché sul suo viso dopo un accenno di dolore apparve subito una smorfia di piacere, al quale contribuì anche una mano che non si capì neppure a chi appartenesse e  che si era infilata fra  le sue gambe e aveva preso a masturbarle il clitoride con evidente abilità. Venne per l’ennesima volta. Quando finì la confezione da sei di preservativi, mancava poco alla fine del film, in pratica quasi tutti i presenti in un modo o nell’altro erano venuti, tranne io. Ma faceva parte del gioco  e l’accompagnai nella toelette dove si risistemò alla meglio. Uscimmo prima che si riaccendessero le luci e fortunatamente senza essere seguiti ritornammo alla mia auto. Le chiesi se  prima di portarla alla sua volesse fare un giretto per completare la serata con qualche guardone. Mi rispose che ora voleva solo occuparsi del mio sesso per ringraziarlo di aver atteso tanto. 


Raggiungemmo la sua auto nel parcheggio deserto della Sony, mi fece appoggiare alla portiera  e accucciandosi davanti a me a gambe aperte si procurò, masturbandosi, l’ultimo orgasmo, mentre le venivo in bocca.

1 commento:

  1. Bel racconto autunnale , Luciano : viene voglia di rifugiarsi nel calore di quel piccolo cinema accogliente , mentre fuori piove a dirotto ...
    Ho letto con interesse , le descrizioni sono eccitaaanti ... ma la mia mente , purtroppo , non m'ha seguita : s'é fermata quando hai menzionato Lidia !!
    Muoio dalla voglia di saperne di piú !! ;-P

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